L'Associazione Liburnia nacque, con atto notarile, nel 1968, ad opera di quattro amici conosciutisi occasionalmente praticando il nudo–naturismo sull'Isola Rossa (Crveni Otok) in Istria, poco distante dalla cittadina di Rovigno.
Nacque sulla spinta dello spirito di rinnovamento che si andava affermando in quegli anni, raccogliendo l'eredità di apertura propria della cultura mitteleuropea e dei concetti della filosofia naturista presente a Trieste e nell'alto Adriatico sin dalla fine dell'altro secolo.
Erano tempi in cui il naturismo si praticava a livello pionieristico, recandosi all'estero in luoghi appartati ed i primi praticanti non avevano l'ardire di uscire allo scoperto.
Fu Fabio Gregorat, un triestino che insegnando in Germania da anni aveva avuto modo di conoscere il naturismo d'oltr'alpe a lanciare l'idea di una associazione naturista triestina che riunisse i praticanti (alcuni iscritti ad associazioni svizzere o germaniche, molti non iscritti ad alcuna associazione) e cercasse di divulgare l’idea naturista al fine di produrre nuovi adepti . Un'associazione che facesse sue le peculiarità di un naturismo giuliano ma nello stesso tempo fosse aperta ai fermenti di rinnovamento provenienti dalle associazioni dell'Europa centrale.
Già nel 1963 con un “proclama” apparso sulla rubrica “Segnalazioni” del quotidiano di Trieste “Il Piccolo” Gregorat aveva cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica triestina e giuliana sulla realtà e sull'attualità del naturismo.
Così, stilato il primo statuto, il 16 settembre 1968 i quattro amici, Fabio Gregorat, Sergio Gregorat, Romano Mantani e Dario Vidmar, firmarono davanti al notaio Lassiani in Trieste l'atto di fondazione dell'Associazione Naturista Umanista Liburnia.
Il nome LIBURNIA viene dalla terra dei Liburni, popolo preromano di navigatori e pirati che si affacciavano sul Quarnero. Come un po' pirati si sentivano i primi naturisti liburnici nel trasgredire certe regole e nell'esplorare quegli stessi luoghi... Una curiosità storica: la “liburna”, nave agile e veloce che nella flotta romana aveva il ruolo di “caccia”, ove le “triremi” erano le “corazzate”, era stata presa pari dai Liburni. E la stessa nave, stilizzata, figura sullo stemma dell'associazione Liburnia.
Sorta terza in ordine di tempo fra le associazioni italiane, dopo l'U.N.I. di Torino e l'A.N.ITA di Milano, la Liburnia fu però la prima con una fisionomia spiccatamente regionale ed un suo territorio. Tant'è vero che in fase di gestazione si era pensato di chiamarla “Unione Umanista Nudo Naturisti Alto Adriatico”.
Tra i precursori possiamo ricordare Arnaldo Rikli, svizzero ma triestino di adozione (con le sue iniziative igieniste-naturiste intorno alla metà dell'800), e più tardi la “triade triestina” Greenham – Gorischegg – Paulin (di notevole importanza è la pubblicazione “Nudità e Naturismo” di Eugenio Paulin del 1937).
Guido Ernesto Gorischegg, personalità di spicco ed unico sopravvissuto dei pionieri, rintracciato da Romano Mantani che con lui strinse uno stretto sodalizio ideologico, ebbe modo con il suo ancora vivo entusiasmo di ispirare e di indirizzare la fisionomia e l'opera della Liburnia degli anni '70 e seguenti, facendo da tramite tra il vecchio naturismo triestino ed il nuovo naturismo di Gregorat.
Dopo i primi anni ed i primi presidenti (Fabio Gregorat, Paolo DeBeden, Renato Bastianutto) fu chiamato alla presidenza dell'Associazione Romano Mantani, uno dei fondatori, persona di grande umanità e di cultura multietnica (di padre romagnolo e madre croata, parlava diverse lingue). Figura carismatica per il naturismo triestino e quindi italiano, egli fu per più di vent'anni alacre organizzatore e anima dell'Associazione, prendendo parte alle lotte civili per l'affermazione del diritto alla pratica del naturismo, tenendo i contatti con le direzioni dei campeggi naturisti della vicina Jugoslavia da un lato e con le varie associazioni italiane dall'altro, seguendo e animando le attività sociali, curando la pubblicazione della “Rassegna della Liburnia”, impegnandosi nella difesa dell'ambiente e partecipando a dibattiti ed iniziative, con equilibrio e con misura, fino al '94, anno della sua scomparsa.
Dobbiamo riconoscere che possedeva una visione ampia e lungimirante delle cose e dei fenomeni. Nemico delle “certezze” amava ripetere che per noi “filosofi” naturisti allorché ci avventuriamo in campi vicini e/o complementari del naturismo, come ad esempio l'ecologia, c'è il pericolo di procedere d'impeto, ma con dilettantismo, prendendo anche delle cantonate.
Nel '73 la Liburnia, nell'ottica del dialogo tra popoli e tra culture, è stata promotrice del primo incontro internazionale tra naturisti italiani, sloveni e stiriani svoltosi al rifugio del monte Mangart, (Koca na Mangartu) luogo scelto non a caso: sul confine italo sloveno, a pochi chilometri da quello austriaco.

Romano Mantani
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Pallavolo - Le Betulle - 1986
Raduno sul Mangart - ottobre 1973

Fabio Gregorat - 1978
Concessione Liburnia - Costiera triestina